home / artwork

Artwork


FOTOGRAFARE PER CRESCERE

COME INTERPRETARE I SEGNI E I SIMBOLI


I segni, i segnali, gli emblemi, i marchi sono imprescindibili dalla nostra civiltà, sono espressione della razionalità: regolano i rapporti e facilitano la comunicazione sociale; se un segnale ci indica di girare a destra non ha bisogno di altre spiegazioni, mentre un simbolo ci connette con una dimensione psichica di cui il nostro io autentico ha bisogno. I simboli sono utili alla nostra crescita psicologica e spirituale, che non ha nulla a che fare con la fede in una qualche religione, bensì con le funzioni della conoscenza, l’intuizione e la creatività. Nella realtà sono simboli tutte quelle cose o essere viventi o situazioni di cui ci domandiamo "perché è così?" e non ci accontentiamo delle semplici spiegazioni e delle risposte ricevute.  Se smettiamo di chiederci “perché è così?” di ogni cosa, o persona, o situazione, viviamo di ciò che pensano, dicono e fanno gli altri.
In ogni simbolo intuisci un “Al di là” qualcosa di cui senti il bisogno di conoscere perché ce l'hai già dentro e aspetta solo di esistere (ex-sistere = tirar fuori).
Molto spesso capita di essere di fronte a qualcosa di meraviglioso e di sentirsi attratti da una bellezza e da un’energia incontenibili ma manca la parola per indicale.

“tutto è cominciato ad esistere grazie alla parola, e di tutto ciò che esiste
nulla è potuto venire all’esistenza se non attraverso la parola”. Giovanni 1,3

Le parole, per noi, sono le cose (forme) e le cose sono le parole (simboliche le indicano : noi percepiamo e desideriamo solamente ciò che esse possono indicare mentre non ci accorgiamo di molte cose, forme di vita e desideri a cui il nostro linguaggio non ha ancora trovato una parola. 

Cosa significa tutto ciò?
Della  realtà fotografiamo solo ciò che abbiamo imparato a conoscere attraverso la parola. 
Significa che desideriamo solo ciò che è indicato da una parola. Molte cose che noi percepiamo non hanno una parola che le indichi e quindi?.

L’aspetto di un simbolo ci è comprensibile, ha una forma, lo possiamo vedere, toccare, udire, descrivere ma non così il suo contenuto per la ragione che tale contenuto è della stessa sostanza di qualcosa che è già dentro di noi, proprio dentro il nostro io autentico (non l’io sociale che mostriamo in giro ogni giorno)
“Quel che un simbolo contiene è ciò che in noi vede”.
Cioè, l’energia di cui abbiamo bisogno per crescere e per conoscere se tessi, ce la da la connessione con i simboli; ma ci si deve accorgere e molto spesso non succede. Chi ci riesce trarrà energia da tutto e si troverà a vivere in un modo ben diverso da quello di chi si accontenta facilmente delle spiegazioni altrui senza chiedersi di qualunque cosa, o persona, o situazione “perché è così?” e "cosa significa?".

Si fotografa per scoprire se stessi, si fa arte per scoprire se stessi. Sembra un paradosso ma la “verità della realtà(delle cose)” è ciò che qualcuno in noi vede. Compito della fotografia e dell’arte in generale è di far esistere quello che vede, dando forma a ciò che non ha una parola.
 
Qualcuno in noi chi?
Non lo so esattamente, ma sicuramente è una dimensione ancora sconosciuta della psiche umana. Ora mi sento solo di indicarlo come la "sapienza" di origine divina,
la quale si serve della conoscenza: cioè del creare, del volere e del fare dell’uomo affinché le dia una forma (come in cielo, così in terra).
 
 

I SEGNI DELL'UOMO

I SEGNI DELLA NATURA

I SEGNI DELL'INCONSCIO